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Ex Golden Lady, la Silda annuncia battaglia

Per il legale dell'azienda è importante far uscire la merce al più presto

| di Antonino Dolce
| Categoria: Attualità
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La lunga visita dell’ufficiale giudiziario iniziata ieri pomeriggio nello stabilimento della Silda è durato fino alle prime ore del mattino. I rappresentanti dell’azienda hanno lasciato lo stabilimento all’alba, poco dopo il nuovo tentativo di entrare per caricare ciò che non poteva essere sequestrato.

È una battaglia intricata anche quella relativa ai beni presenti nello stabilimento. Non tutto è di proprietà della Silda, quindi è difficile apporvi i sigilli. La novità che è emersa quando era già buio è che l’azienda lavora per conto terzi per il Gruppo Del Gatto.

Tre le tipologie di beni che si trovano nei capannoni. Le pelli che si trovavano all’interno del caveau aperto, su disposizione dell’ufficiale giudiziario, con l’ausilio di una mola e poste sotto sequestro. Le calzature semilavorate e le fustelle che pare non siano sequestrabili perché del Gruppo Del Gatto – come conferma il legale Alfonso Valori – «proprietaria al 100% della Silda». Infine, ci sono i macchinari per la produzione. Questa mattina i sigilli sono stati apposti, ma lo stesso avvocato Valori preannuncia sviluppi in questo senso: «Presto verrà fuori che non sono sequestrabili perché acquistate con “patto di riservato dominio” che prevede che restino di proprietà del fornitore fino al pagamento dell’ultima rata». Questo confermerebbe quanto dichiarato dal titolare della MacSenior arrivato a Gissi la settimana scorsa per rivendicare la proprietà delle macchine.

I semilavorati che non possono al momento essere posti sotto sequestro sono quei prodotti che la Silda sta cercando ripetutamente di portare fuori dallo stabilimento. Valori, infatti, afferma che «la Silda deve riconsegnarle alla Del Gatto che deve consegnarle ai clienti finali che sono gli unici a pagare il loro valore».

Il legale del Gruppo Del Gatto, poi, parla degli avvenimenti di questa mattina. L’azienda ha provato nuovamente a entrare per portare tutto ciò che non è stato sequestrato. Sono seguiti momenti di tensione. Una delle lavoratrici ha accusato un malore ed è dovuta ricorrere alle cure del personale medico ed è stata poi trasportata in ambulanza al 'San Pio' di Vasto. Per Valori poteva essere evitato: «Alla fine si è arrivati a un accordo con gli avvocati dei sindacati, lo stesso che noi avevamo proposto in Prefettura. I 130mila euro di netto da versare, li avremmo pagati entro il 31 luglio, fra una settimana, con la garanzia della Del Gatto. La Silda è incapiente, ma la Del Gatto può garantire tale somma. Nel frattempo avrebbero potuto far uscire la merce “libera”. Invece c’è stato il picchetto, una pantomina. Ci siamo fermati, non è che passiamo sopra le persone. Le forze dell’ordine hanno preso le generalità, cui seguiranno le denunce per violenza privata. Nel frattempo resta il problema sulla consegna della merce; se questa non avverrà in breve avremo un problema enorme. Era una netta minoranza a cui non importa niente, ma che vuole far saltare la Silda e far tornare al tavolo la Golden Lady, che invece farà solo una gran pernacchia perché è una prospettiva irrealistica».

Oggi la Silda non siede al tavolo ministeriale delle 16, ma il legale della società non chiude completamente la porta: «Ci siamo sentiti presi in giro e non credo ci sia possibilità di preservare un rapporto. Il signor Di Battista, però, spera in un cambiamento in extremis delle parti in causa per riprendere la situazione».

Antonino Dolce

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