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Resta alta la tensione per gli ex Golden Lady: mercoledì 24 vertice al Ministero

Le autorità consigliano all'azienda Silda di attendere per il recupero di semilavorati e pellami

| di a cura della redazione
| Categoria: Attualità
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Resta alta la tensione per gli ex lavoratori Golden Lady, alle prese con la 'riconversione fallita' delle aziende Silda e New Trade subentrate, poco più di un anno fa, al noto marchio tessile.

In questi giorni è la Silda ad avere i riflettori puntati alla luce degli ultimi licenziamenti e con l'annunciato ritiro dei macchinari e dei materiali per la produzione calzaturiera dal sito della Val Sinello con il presidio e la mobilitazione permanente messi in atto, come azione di 'resistenza', di protesta e di contrasto, dalle maestranze interessate.

Oggi pomeriggio era stato annunciato il ritiro di semilavorati e pellami e per questo si era innescata un'ulteriore reazione dei lavoratori con rafforzamento del presidio ed appello alle autorità locali per sostegno e vicinanza. Alla fine, anche grazie alla mediazione del Prefetto di Chieti Fulvio Rocco De Marinis, il tutto è stato messo in 'stand by', in attesa di ulteriori novità.

Ed è proprio di oggi pomeriggio la comunicazione ufficiale di un prossimo incontro al Ministero dello Sviluppo Economico a Roma per fare il punto della situazione. Ci sarà mercoledì 24 luglio e vi dovranno partecipare rappresentanti della Regione Abruzzo, del sindacato, della proprietà Silda e della Golden Lady.

IL COMUNICATO DELLA SILDA

Qui di seguito il comunicato, trasmesso ad autorità locali, organizzazioni sindacali e forze dell'ordine, con cui la Silda annunciava il ritiro di semilavorati e pellami. 

Con la presente intendiamo denunziare la grave situazione che si è venuta a creare nel nostro stabilimento di Gissi (CH), a partire dalla giornata del 12/07/2013, ulteriormente aggravatasi da venerdì 19/07/2013.

Un consistente numero di maestranze e di soggetti sconosciuti ed estranei all’azienda ha formato un presidio permanente davanti all’ingresso dello stabilimento, nonché nelle aree di proprietà privata di pertinenza dell’azienda.
Tale iniziativa, in sé del tutto legittima (a parte l’invasione delle aree private aziendali), sarebbe motivata (a dire dei partecipanti al picchetto), con il timore del mancato pagamento delle retribuzioni di maggio e giugno 2013.
Tale problematica, per la verità, era stata già affrontata nel corso di ripetuti incontri tra le parti ed in sede regionale in data 11/07/2013 (assieme alle problematiche più vaste e complesse, derivanti dall’impossibilità di completare il piano di riconversione industriale dell’ex stabilimento Golden Lady, a causa del venir meno dei già concordati impegni di spesa pubblica).
In tale sede era stato ribadito l’impegno dell’azienda a provvedere al pagamento di dette retribuzioni entro e non oltre il giorno 31/07/2013, senza che fosse formulata dalle OO.SS. alcuna obiezione alla ragionevole prospettiva.
Il giorno dopo, con nostra grande sorpresa iniziava la invasiva dimostrazione avanti ed all’interno dello stabilimento di Gissi.
Nonostante ciò, l’azienda manteneva aperti tutti i canali di dialogo con le OO.SS. e con i dipendenti, tentando di spiegare la propria difficile posizione, vale a dire la prospettiva di poter provvedere ai pagamenti previsti solo attraverso la vendita dei semilavorati e, previa lavorazione, delle materie prime presenti in azienda.
Tali lavorazioni non possono evidentemente essere svolte nello stabilimento di Gissi, in quanto la Silda S.p.A., in adempimento degli accordi espressamente siglati con le OO.SS., ha contestualmente provveduto alla messa in mobilità della pressoché totalità dei dipendenti.
Di qui l’assoluta necessità per la Silda S.p.A., onde poter rispettare i termini di consegna della merce alla clientela, di prelevare presso lo stabilimento di Gissi quei semilavorati (tomaie e componenti) e quei pellami da utilizzare per completare la produzione in corso.
Nonostante ciò, venerdì 19/07/2013 il folto gruppo di maestranze ed estranei che presidiava l’ingresso dello stabilimento addirittura impediva di accedere allo stabilimento al un camion e un furgone che erano venuti a ritirare tali merci per conto di Silda S.p.A.. I presenti creavano un muro compatto di persone di fronte all’ingresso aziendale, rendendo impossibile l’accesso dei mezzi e quindi lo svolgimento delle semplici ed ordinarie attività di carico.
Nessun effetto avevano le dettagliate spiegazioni fornite dall’amministratore della Silda S.p.A. sig. Daniele Di Battista, il quale veniva respinto in malo modo e gravemente minacciato, sicché, per buon senso e per garantire l’ordine, l’amministratore Di Battista, anche di intesa con le forze dell’ordine presenti, soprassedeva e faceva tornare indietro i mezzi.

Informiamo che in data 22/07/2013 alle ore 14:30 la Silda S.p.A. effettuerà le operazioni di carico già previste il giorno 19/07/2013.
Invitiamo pertanto le OO.SS. e tutte le maestranze da loro rappresentate a consentire l’ordinato e pacifico svolgimento di dette operazioni, consentendo il regolare ingresso e l’uscita dei mezzi della Silda S.p.A. dallo stabilimento.
Sarà consentito ai rappresentanti delle OO.SS., nonostante l’assoluta inesistenza di un obbligo in tal senso, di verificare il contenuto degli automezzi in entrata ed in uscita dallo stabilimento, onde assicurare la trasparenza necessaria a quella cooperazione che la Silda S.p.A. è certa sarà fornita da tutte le parti interessate.
Informiamo di quanto sopra la Autorità in indirizzo, affinché assicurino il rispetto della legge e dei diritti dei dipendenti e della Silda S.p.A., anche al fine di evitare scomposte reazioni che possano degenerare in fatti costituenti reato, per i quali la Silda S.p.A. sarebbe costretta a sporgere immediata denuncia all’Autorità Giudiziaria.

a cura della redazione

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