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Chiusura del Tribunale, il presidente dell’Ordine forense fa il punto della situazione

Artese: “Speriamo in un accorpamento con Lanciano o al massimo con Pescara”

| di Camilla Corradini
| Categoria: Attualità
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L'avvocato Nicola Artese

La soppressione del tribunale di Vasto è ancora lontana, per effetto della proroga dovuta al terremoto dell’Aquila avverrà nel 2015 e non a settembre di quest’anno come previsto dalla riforma della ‘geografia giudiziaria’, ma qualche effetto si comincia a vedere: il giudice Giovanni Falcione, tornato nella sede di Campobasso, non verrà sostituito.

A spiegarlo è il presidente dell’Ordine forense Nicola Artese, con il quale abbiamo fatto il punto della situazione: “L’indirizzo del Consiglio superiore della magistratura è di non rimpiazzare i magistrati che si trasferiscono dalle sedi che andranno soppresse. Così non verrà assegnato a Vasto un sostituto”. Una situazione che pesa, anche se resta sostenibile: “I magistrati ora sono sei – spiega –, c’è un rallentamento dell’attività ma non così preoccupante, anche perché fino a qualche anno fa il Tribunale di Vasto aveva solo sei giudici, come ora”. Per adesso quindi si riesce a sopperire alla mancata nomina di un nuovo magistrato: “Il problema si aggraverà nel caso in cui ci dovessero essere altri trasferimenti e va detto che il turnover dei magistrati è naturale".

Il presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati spiega che non è solo un problema di giudici ma anche, e forse soprattutto, di personale amministrativo, in pratica i cancellieri: “Dal 1995 non ci sono più stati concorsi, quindi chi va in pensione non viene sostituito. Con la legge Fornero c’è stata una proroga che per ora ha arginato il problema, ma tra un paio di anni si presenterà”. Secondo il legale va poi considerato che non si può prendere personale da altre amministrazioni: “Servono figure specializzate”.

Se la questione del personale non va sottovalutata, il nodo centrale resta la prevista soppressione del Tribunale: “Noi speriamo ancora di riuscire a evitarla. Il nostro è un tribunale con una buona produttività: ci sono in media 600 processi civili l’anno e 1000/1200 penali, con punte anche di 1800”. Per evitare la soppressione si mira a un provvedimento legislativo che preveda l’accorpamento tra Vasto e Lanciano o, in ultima istanza, con Pescara. L’obiettivo è evitare Chieti: “Lì manca la struttura, ne andrebbe creata una nuova: serve uno spazio di 3.000 mq e secondo le stime fatte in altre sedi servirebbero circa 700mila euro per l’affitto. Non è un provvedimento a costo zero o per risparmiare, come s’era detto”.

Accorpando Vasto e Lanciano i problemi sarebbero minori: “Sono più vicini, e a Vasto con una piccola ridistribuzione degli spazi si potrebbe ospitare il tribunale di Lanciano. Il Comune aveva già stanziato 500mila euro e avevamo presentato un progetto, ma il ministero della Giustizia non l’ha approvato”. L’indirizzo è che i tribunali coprano una popolazione di 350mila persone, quindi la riforma ne prevede uno provinciale.
Se poi con Lanciano non dovesse essere fattibile, almeno orientarsi su Pescara: “La struttura lì c’è e ha spazi vuoti, inoltre ci sono buoni collegamenti, sarebbe più comodo".

In questo riordino dei Tribunali un vantaggio il nostro territorio ce l’ha, grazie alla proroga fino al 2015 c’è modo di vedere cosa succederà nelle altre sedi e regolarsi di conseguenza: “Dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato legittimo il provvedimento sulla soppressione dei tribunali ci saranno diverse impugnative da parte delle sedi in via di chiusura, possiamo vedere come andranno le cose”. Di sicuro per ora non sono previsti scioperi e blocchi: “Adesso non sono utili e danneggiano dei nostri assistiti”.

Camilla Corradini

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