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La dieta alcalina e i grani antichi

Iniziativa dell'associazione Madrecultura

| di Claudia Castelli
| Categoria: Appuntamenti | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Presso la sala Aldo Moro di Vasto si è svolto sabato l’incontro organizzato dall’Associazione Madrecultura con il patrocinio del Comune di Vasto.

L'evento dal titolo “La dieta alcalina e i grani antichi” è stato moderato dal presidente di Madrecultura Gianluca Casciato, con la collaborazione straordinaria della dott.ssa Anna De Antoni, originaria di Vasto.

La manifestazione ha avuto un sorprendente riscontro, al punto che la sala si è affollata in pochi minuti. Un pubblico molto interessato ha seguito con vivacità e partecipazione le curiosità sulla dieta alcalina e sulla riscoperta dei grani antichi.

La dieta alcalina si basa sull’assunzione di cibi alcalini come vegetali, succhi di frutta, tuberi, noci e legumi, limitando i cibi acidi come carni, formaggi e cereali. Mantenere un ph alcalino aiuta a prevenire alcune malattie e taluni disturbi come il sovrappeso e la ritenzione idrica, oppure diabete e tumori.  Si considerano acidificanti i cibi che contengono lievito e zucchero, quelli raffinati, trattati-cotti al microonde ma anche fermentati. I cereali sono quasi tutti acidificanti : frumento, farro, avena, riso, segale, mais, orzo e tutti i loro derivati, pane e pasta compresi. Anche alcuni legumi risultano acidificanti tra questi i ceci, i fagioli bianchi e le lenticchie. Tra le proteine animali: la carne, ma anche pesce come merluzzo, salmone oltre che le uova ed il latte. Generalmente comunque la dieta alcalina consiglia di prediligere ogni giorno un 70-80% di alimenti alcalini a fronte di un 20-30% di alimenti acidi.

Tutto questo riporta al concetto di salute e quindi alla riscoperta degli antichi sapori, ormai assopiti e lontani dal nostro attuale modo di nutrirci.

Uno di questi antichi sapori è rappresentato dalla farina di solina, che nasce sul Gran Sasso in Abruzzo.  Maggiore è l’altitudine, migliore è la qualità: nella parte del massiccio che si affaccia su Pescara e Teramo, che gode di un clima più mite per l’influsso del mare Adriatico, la coltivazione non scende mai sotto i 750 metri. La semina è esclusivamente autunnale.

L’associazione Madrecultura, promotrice della cultura in tutte le sue sfaccettature, ha riscosso per l’ennesima volta un grande successo.

Claudia Castelli

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