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Il racconto della quarta “Notte Nazionale del Liceo Classico” celebrata dal Pantini-Pudente

Studenti impegnati in recitazioni, canti e balli, presente anche il sindaco Menna in qualità di ex alunno

| di Nicola Di Santo
| Categoria: Appuntamenti
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Insieme ad altri 406 licei di tutta Italia, il Pantini-Pudente ha celebrato venerdì pomeriggio la quarta edizione deLa Notte Nazionale del Liceo Classicopresso l’Auditorium del Liceo Artistico di via dei Conti Ricci.

L’evento vastese, intitolato Classico contemporaneo, ha visto l’impegno di molti studenti dell’istituto, i quali si sono prodigati in recitazioni, canti e balli per “mettere nella giusta luce l'attualità del Liceo Classico all'interno del panorama del sistema formativo nazionale, nonché per promuovere ad ampio raggio la cultura umanistica, considerata quale elemento fondante per la costruzione di una società autenticamente libera, pluralistica e democratica”.

A coordinare e a condurre la “Notte Nazionale” del Pantini-Pudente è stata la docente referente del progetto Grazia D’Auria, che nel lanciare la corrente edizione della manifestazione ideata dal professore Rocco Schembra di Acireale, aveva spiegato come questa sia stata finora “un’occasione preziosa per le scuole per dialogare con il territorio e sperimentare l’attualità e validità del curricolo di studi proposto”, permettendo inoltre “alle comunità di accostarsi ad un passato collettivo che ci appartiene e ci sostanzia e di cui spesso non siamo consapevoli”.

L’evento è stato introdotto dal video dell’inno composto e arrangiato per l’occasione dall’ex studente fiorentino Francesco Rainero, mostrato anche in tutti gli altri licei che hanno aderito all’iniziativa. La proiezione del brano è stata poi seguita dalla lettura del saluto augurale della ministra Fedeli e dall’intervento del dirigente scolastico Maria Luisa Di Mucci, che tra le altre cose ha sottolineato come “ormai soltanto 6 studenti su 100 s’iscrivono al Classico: un dato che fa cadere nell’oblio un tesoro troppo grande”.

Prima delle esibizioni, c’è stato spazio per le emozioni, i ricordi e i suggerimenti di due ex alunni eccellenti. Il primo a parlare è stato il sindaco Francesco Menna, che al pari della preside ha denunciato “il calo d’interesse nei confronti delle materie umanistiche presente in realtà già negli anni Novanta, quando frequentavo il liceo”. Il primo cittadino ha poi detto agli studenti di essere “fieri di questa scuola, che vi insegnerà tanto, vi porterà tanti ricordi, vi farà leggere testi fondamentali che difficilmente si riprenderanno nel corso della vita e vi permetterà di assecondare ogni vostra inclinazione e ogni vostro talento”. A seguire, il video-saluto del professore Matteo Barbato, che si appresta a insegnare greco agli studenti del primo anno dell’Università di Edimburgo: “Qui in Scozia, bambini e ragazzi non hanno una gran preparazione di base su greco e latino. È solo grazie al Classico se sono qui, poiché mi ha fornito tutti gli strumenti necessari per affrontare il mio percorso di studi e intraprendere la mia carriera universitaria”.

La D’Auria, citando Italo Calvino, ha poi ricordato che “un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire”. Ecco spiegato il titolo “Classico contemporaneo” assegnato alla “notte” vastese, nella quale è stato posto l’accento sul valore della famiglia, il vero filo conduttore della serata, e sul legame indiscutibile e indissolubile tra mondo classico e mondo contemporaneo. Gli studenti hanno perciò inscenato l’“Ettore e Andromaca secondo Alessandro Baricco”  ma anche l’“Ettore e Andromaca secondo la 1ª B”, in una rilettura ironica e dissacrante del passo dell’Iliade che narra dell’addio tra i due sposi. Hanno inoltre avuto spazio il monologo “Io sono il Liceo Classico”, le esibizioni dal vivo di “Caruso” di Lucio Dalla e del brano “Branle des Chevaux”, le recitazioni del Locus Amoenus, di “Ab uno disces omnis” e di “Medea” e l’esibizione di ginnastica ritmica “Dolce sentire”. Per la seconda parte della serata, invece, sono andati in scena il balletto “Les bourgeois”, le recitazioni dei rapporti familiari ne “I Menaechmi”, dell’“Alcesti”, di “Giulietta e Romeo”, dell’“Inno a Selene” e un’esecuzione dal vivo del sirtaki.

Foto di Lea Di Scipio

Nicola Di Santo

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