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AIRC, INSIEME PER LA RICERCA: L'IMPEGNO DEL VOLONTARIATO NELLA BATTAGLIA CONTRO IL CANCRO

Incontro al Quirinale con il presidente Giorgio Napolitano

| di Pino Cavuoti
| Categoria: Storia
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Solo nel mondo del volontariato può accadere che la consegna di una targa ricordo possa creare forte emozione tra i partecipanti. E’ accaduto a Roma nel Palazzo del Quirinale dove il 6 novembre si è svolto l’annuale incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha ricevuto i dirigenti dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc). Il premio «Credere nella Ricerca» 2009 è stato assegnato a un volontario del Comitato interregionale d’Abruzzo e Molise. Accade per il secondo anno consecutivo, dopo quello consegnato nel 2008 a Tommaso Cappi (socio Airc dal 1971). A ricevere dalle mani del capo dello Stato la targa ricordo Serafino Montaldi di Civitella Valle Roveto con una motivazione che ha commosso tanti: «Per il suo convinto entusiamo, in rappresentanza delle migliaia di volontari che rendono viva e vitale l’Airc in tutto il Paese grazie al loro incessante impegno. Con esemplare disponibilità e straordinaria forza d’animo, a pochi giorni dal terribile sisma, si è impegnato insieme a 700 volontari abruzzesi a non sospendere la tradizionale iniziativa dell’Azalea della Ricerca, il 10 maggio, realizzandola in tutta la regione». Ad aprire la dodicesima 'Giornata per la Ricerca sul cancro' è stato il presidente dell’Airc, Piero Sierra, che ha pronunciato parole confortanti per la ricerca che progredisce e funziona migliorando la curabilità della malattia. «L’Italia è terza in Europa, preceduta solo dalla Germania e dalla Gran Bretagna. E molto - ha spiegato - è stato possibile realizzare grazie al lavoro della ricerca finanziata dall’Airc che destina per queste finalità il 51 per cento dei ricavi». Con l’assegnazione di fondi l’Airc sta evitando la fuga dei giovani ricercatori all’estero e ne sta favorendo il rientro in Italia. Umberto Veronesi, direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia, ha ricordato come la ricerca si stia evolvendo con l’utilizzo di nuove tecnologie. «E’ necessario allargare i confini della conoscenza per arrivare a nuovi traguardi». Un aspetto che non può non essere tenuto in debito conto: i clinici e i ricercatori imparino a dialogare tra di loro per allargare gli orizzonti. Il perché lo ha indicato Veronesi: i pazienti vogliono che rapidamente i risultati del lavoro dei laboratori vadano al loro letto. Per avere subito nuove e più efficaci cure per vincere la più antica e più crudele delle malattie. Non solo dati e argomenti scientifici. Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, ha elevato la riflessione parlando del valore consolatorio e catartico dell’arte in chiave tutta terapeutica. «Osservare un quadro o un monumento suscita la meraviglia, proviamo stupore ed accelera le funzioni vitali con un alto valore terapeutico». Paolucci ha ribadito che arte e medicina sono nate assieme e «la grande arte ci fa vedere l’immortalità aiutandoci nella vita come nella malattia». Vivere meglio, la grande scommessa. Per il ministro del Welfare Maurizio Sacconi la priorità per il Servizio sanitario nazionale è e rimane debellare il cancro come prima causa di morte. Nonostante gli sforzi sinora compiuti molto ancora deve essere fatto. «Il nostro governo sostiene l’attività di prevenzione e di ricerca con un’attenzione particolare al paziente che va preso in carico globalmente valorizzando anche gli interventi domiciliari». Sacconi ha riconosciuto che gran parte della ricerca contro le malattie tumorali è stata possibile in Italia per l’impegno assicurato in questi anni dall’Airc. A proposito di contributi l’associazione solo nel 2007, grazie al 5 per mille dei contribuenti italiani, ha ricevuto 51,7 milioni di euro che corrisponde al 15 per cento di tutte sottoscrizioni. Il ministro ha infine ribadito che il Patto per la salute, concordato di recente con le regioni italiane, prevede un impegno di spesa per 8 miliardi. Un impegno nuovo riguarderà i finanziamenti per implementare la ricerca ma soprattutto ci sarà un piano globale nazionale contro il cancro. Tutti al lavoro per garantire una migliore qualità di vita. Il saluto conclusivo è stato del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ha parlato per pochi ma intensi minuti iniziando il suo intervento dal valore della solidarietà. Una dignità tutta speciale della ricerca che deve essere messa al riparo dal «rumore della politica» troppo chiassosa e forse, talvolta, poco efficace. Il lavoro di chi cura e si impegna nella ricerca «eleva il livello culturale di questo Paese. Ciascuno faccia la propria parte operando per il sistema Paese». Una cerimonia molto semplice e sentita questa svoltasi al Quirinale alla presenza del premio Nobel Rita Levi Montalcini, del sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio, del vicepresidente della Camera dei deputati Rosy Bindi e di personalità del mondo della cultura e della ricerca scientifica oltre a rappresentati del mondo dell’informazione. La presidente del Comitato Airc Abruzzo-Molise, Francesca De Cecco, al termine della cerimonia si è intrattenuta con Napolitano che ha voluto avere notizie più recenti sulla situazione dei comuni colpiti dal terremoto. Il professor Veronesi, sempre molto disponibile e attento a tutti, si è voluto complimentare con Serafino Montaldi per il lavoro svolto da tutti i volontari abruzzesi dell’Airc impegnati nelle attività dell’associazione seppur a poche settimane dal devastante terremoto del 6 aprile. Solo nell’ultimo anno più di mille ricerche hanno ricevuto il sostegno finanziario dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro e sono apparse sulle riviste che rapprsentano il più alto livello scientifico internazionale. La loro pubblicazione è la dimostrazione di una validità scientifica riconosciuta dalla comunità mondiale. «Tutte queste ricerche - spiega l’Airc - costituiscono autentiche pietre miliari, in grado di dare svolte definitive nella lotta contro il cancro, e sono ulteriore conferma delle buone scelte compiute nell’impiego dei fondi raccolti».

Pino Cavuoti

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