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LA GRANDE DEVOZIONE DEI VASTESI PER SAN MICHELE

Il 29 e 30 settembre gran festa in onore del patrono della città

| di Michele Tana
| Categoria: Storia
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Due giorni di grande festa, il 29 e 30 settembre, per la ricorrenza di San Michele, protettore di Vasto da quando i cittadini del posto vennero salvati da un'epidemia di peste e un terremoto del 1627. Lo scoscendimento del 1816, la carestia del 1817 e l'epidemia del 1818, aumentarono la devozione degli abitanti per l'Arcangelo che, secondo la tradizione, preservò la popolazione dal colera del 1836-37. In quell'occasione venne appeso alla statua del santo un madaglione argenteo con l'incisione: ''La fedelissima Città di Vasto al glorioso protettore San Michele Arcangelo, 31 dicembre 1836''. Sabato 29 settembre, giorno di San Michele, Sante Messe nella chiesa di Santa Maria Maggiore alle ore 7,30, 8,30, 9,30, 11 e 19, ques'ultima celebrata da monsignor Bruno Forte, arcivescovo della diocesi di Chieti-Vasto. Alle ore 10.30 ed alle 20, in piazza Lucio Valerio Pudente, è previsto il gran concerto della Banda Città di Bracigliano, diretta dal maestro Gerardo Garofalo. Domenica Sante Messe agli stessi orari, con quella delle ore 19 sempre celebrata dal vescovo Forte al termine della quale si svolgerà la solenne processione, che attraverserà le vie principali del centro storico, con il ritorno della statua dell'Arcangelo dalla chiesa di Santa Maria Maggiore a quella di San Michele. Alle 10.30 ed alle 21, sempre in piazza Lucio Valerio Pudente, il concerto della Banda Città di Fisciano, diretta dal maestro Pino Natale. Alle ore 20, al Belvedere San Michele i fuochi pirotecnici. Alle 22, sul palco della centralissima piazza Rossetti, il concerto degli Stadio ed a seguire lo spettacolo dei fuochi d'artificio finali che verranno sparati a Vasto Marina, nella zona del pontile essendo chiusa al traffico ed ai pedoni la panoramica via Adriatica, interessata da lavori di consolidamento. Spazio anche alle bancarelle degli ambulanti, in piazza Del Popolo ed ai luna park di piazza Marconi e piazza Della Repubblica, dinanzi la chiesa di San Giovanni Bosco dei Salesiani.

CHI E' SAN MICHELE ARCANGELO? Tra gli angeli rifulge per la sua bellezza spirituale uno che la Sacra Scrittura chiama Michele. Era già considerato dagli Ebrei come il principe degli angeli, protettore del popolo eletto, simbolo della potente assistenza divina nei confronti di Israele. Nell'Antico Testamento appare per tre volte, in particolare nel libro di Daniele (Dn 10,13.21; 12,1), dove è stato indicato come il difensore del popolo ebraico e il capo supremo dell'esercito celeste che difende i deboli e i perseguitati. ''Or in quel tempo sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui figli del tuo popolo. Vi sarà un tempo di angoscia, come non c'era mai stato dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo; in quel tempo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro''. (Dn 12,1) Il suo nome in ebraico suona Mi - ka - El e significa: Chi è come Dio? A San Michele è attribuito il titolo di arcangelo. Nel Nuovo Testamento, San Michele Arcangelo è presentato come avversario del demonio, vincitore dell'ultima battaglia contro satana e i suoi sostenitori. Troviamo la descrizione della battaglia e della sua vittoria nel capitolo 12° del libro dell'Apocalisse: ''Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli. Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: 'Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato l'accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte. Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell'Agnello e grazie alla testimonianza del loro martirio, poiché hanno disprezzato la vita fino a morire. Esultate, dunque, o cieli, e voi che abitate in essi. Ma guai a voi, terra e mare, perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo' Ap. 12,7-12. Per i cristiani, quindi, l'Arcangelo San Michele è considerato come il più potente difensore del popolo di Dio. Nell'iconografia, sia orientale sia occidentale, San Michele viene rappresentato come un combattente, con la spada o la lancia nella mano, sotto i suoi piedi il dragone - mostro, satana, sconfitto nella battaglia. I credenti da secoli si affidano alla sua protezione qui sulla terra, ma anche particolarmente nel momento del giudizio, come recita un'antica invocazione: ''San Michele, difendici nel combattimento, affinché non periamo nel giorno del tremendo giudizio''. L'Arcangelo viene riconosciuto anche come guida delle anime al cielo. Questa funzione di San Michele è evidenziata nella liturgia romana, in particolare nella preghiera all'offertorio della messa dei defunti: ''Signore Gesù Cristo, libera le anime dei fedeli defunti dalle pene dell'inferno! San Michele, che porta i tuoi santi segni, le conduca alla luce santa che promettesti ad Abramo e alla sua discendenza''. La tradizione attribuisce a San Michele anche il compito della pesatura delle anime dopo la morte. Perciò in alcune sue rappresentazioni iconografiche, oltre alla spada, l'Arcangelo porta in mano una bilancia. Inoltre nei primi secoli del cristianesimo specie presso i bizantini San Michele era considerato come medico celeste delle infermità degli uomini. Egli veniva spesso identificato con l'Angelo della piscina di Siloe di cui si parla nel capitolo 5 del vangelo di San Giovanni: ''V'è a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, una piscina, chiamata in ebraico Betzaetà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un gran numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. Un angelo infatti in certi momenti discendeva nella piscina e agitava l'acqua, il primo ad entrarvi dopo l'agitazione dell'acqua guariva da qualsiasi malattia fosse affetto'' (Gv 5, 24). ''Non solo hai sconfitto il drago grande e terribile nel tuo santuario di Chone, ma si è formato un corso d'acqua guaritrice di ogni malattia del corpo''. Così canta l'inno AKATISTO a San Michele Arcangelo della liturgia bizantina. San Michele, infine, ha il singolare privilegio di prestare l'ufficio dell'assistenza davanti al trono della Maestà Divina. Egli stesso si presentò così al vescovo Lorenzo: ''Io sono Michele e sto sempre alla presenza di Dio ...'' E la liturgia del Concilio di Trento così pregava offrendo l'incenso: ''Per intercessione di San Michele Arcangelo che sta alla destra dell'altare dell'incenso ... degnati di accettare e benedire quest'offerta dell'incenso ...''.

Michele Tana

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