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Dott. Ireneo Fariello Fisioterapista

FISIOTERAPISTA Dott. Ireneo Fariello

Riabilitazione respiratoria

BPCO e riabilitazione respiratoria

La riabilitazione respiratoria è un programma multidisciplinare di cura per pazienti con disfunzioni respiratorie, programmato "su misura" per il paziente in modo da cercare di ottimizzare l'autonomia e la  performance fisica e sociale. (ATS, Am J Respir Care Med 1999).
La ridotta tolleranza allo sforzo del paziente BPCO è dovuta all'instaurarsi di un circolo vizioso per cui il paziente riduce l'attività fisica a causa della dispnea e quindi tende a perdere trofismo e forza dei muscoli periferici. Questa spirale negativa si rinforza anche attraverso fattori concasuali quali ansietà e depressione. Il paziente sviluppa quindi disabilità, perdita dell'autonomia, limitazione nelle attività quotidiane, riducendo talvolta drammaticamente la propria qualità di vita.
Fino agli anni '90 si pensava che i pazienti BPCO non fossero in grado di raggiungere un'intensità di esercizio sufficientemente elevata da poter allenare la muscolatura, soprattutto quella degli arti inferiori. In quegli anni la riabilitazione respiratoria era quasi esclusivamente mirata al rinforzo dei muscoli respiratori (rieducazione diaframmatica).
Casaburi nel 1991 ha chiaramente dimostrato che nei pazienti BPCO anche di grado severo si possono osservare significativi risultati con un  programma globale di riallenamento allo sforzo
Attualmente il riallenamento all'esercizio é considerato l'aspetto principale di un programma di riabilitazione.
 

Riabilitazione Neurologica 

Oltre alla cura e al trattamento in ospedale o nel centro di riabilitazione, è molto importante vedere come se la cava paziente nel mondo esterno, è così vario e pone molte sfide. E' parte della riabilitazione proporre al paziente delle situazioni più varie possibili.
Troppo spesso si valuta il successo del programma riabilitativo in un ambiente estremamente protetto.
Dato che si tratta di un concetto (la riabilitazione nel paziente affetto da patologia neurologica: emiplegia, paraplegia) e non di una tecnica, non esistono regole assolute che possano essere applicate indifferentemente a tutti i pazienti. Tutto quello che contribuisce a consentire al paziente di apprendere una nuova abilità o di muoversi in modo più normale può essere senz'altro inserito nel piano Odi trattamento.
E' stato dimostrato che la riabilitazione è più efficace quando il paziente viene seguito da fisioterapista a domicilio, anziché presso un centro riabilitativo che rappresenta un ambiente artificiale, in cui si sente isolato e spersonalizzato.

 

Riabilitazione Ortopedica

La riabilitazione ortopedica si occupa prevalentemente delle menomazioni e disabilità secondarie a patologia di origine traumatica a carico della componente scheletrica o secondarie ad intervento chirurgico.In questo sevizio vengono sottoposti a trattamento riabilitativo pazienti chirurgici operati di protesi d'anca o ginocchio e pazienti poli traumatizzati con problematiche di natura prevalentemente ortopedica.Il processo riabilitativo, cioè l'insieme dei provvedimenti valutativi e terapeutici finalizzati all'esito, costituisce un percorso integrato che richiede la piena collaborazione tra il riabilitatore, l'otopedico e il personale infermieristico che si prende cura del paziente, al fine di garantire un recupero soddisfacente delle performance motorie del paziente stesso.Il team multidisciplinare previa attenta valutazione del paziente elabora un progetto riabilitativo individuale in cui vengono specificati gli obiettivi del trattamento riabilitativo nonché le modalità e i tempi di intervento necessari per raggiungerli, in questo modo si è in grado di offrire al cliente un intervento specifico, incentrato sulla sua globalità, sui suoi bisogni e le sue aspirazioni.
Il paziente quando è stato sottoposto a intervento di chirurgia ortopedica, rimane nel reparto per circa 3-4 giorni dall'intervento, dopodichè viene trasferito nel reparto ortopedico.Durante la degenza in chirurgia, il trattamento riabilitativo viene svolto in camera compatibilmente con le indicazioni del medico e lo stato di salute del paziente, si tratta di un intervento riabilitativo cauto durante il quale il terapista inizia la mobilizzazione dell'arto operato, i passaggi posturali e la deambulazione prima con l'utilizzo di un girello poi con le stampelle. Una volta trasferito nel reparto ortopedico il paziente inizia la riabilitazione in palestra.

 

Rieducazione posturale globale

La Rieducazione Posturale Globale (di seguito RPG) è una metodica riabilitativa di valutazione e trattamento delle patologie che colpiscono l'apparato locomotore. Essa fornisce un valido contributo alla definizione della diagnosi funzionale.
Philippe E. Souchard, traendo spunto dai suoi lavori di ricerca e dalla pratica clinica quotidiana, tra la fine degli anni settanta e l'inizio del 1980 ha elaborato in Francia questa metodica riabilitativa basata su tre principi fondamentali: Individualità - Causalità - Globalità
Partendo dalla organizzazione in catene muscolari e dalla inevitabile relazione meccanica funzionale che si stabilisce tra distretti diversi del corpo, la RPG consente di approfondire la conoscenza delle problematiche specifiche di ogni paziente in modo individuale.
Il paziente viene considerato come una unità funzionale: la RPG utilizza una serie predefinita di "posture terapeutiche" e le applica in modo "globale" e progressivo con l'obiettivo di raggiungere un riequilibrio funzionale precedentemente compromesso; il lavoro si sviluppa attraverso l'allungamento e/o il rilasciamento tonico delle catene muscolari ipertoniche responsabili del controllo posturale.
Tramite l'applicazione delle stesse "posture terapeutiche" è possibile individuare la relazione di causa ed effetto (sotto l'aspetto biomeccanico), stabilire l'origine del problema ed eliminarlo.
Attraverso lo studio della biomeccanica, osservando la funzione statica e dinamica del sistema tonico-posturale (come due facce della stessa medaglia), è possibile valutare le relazioni tra le caratteristiche anatomiche e fisiologiche del corpo umano.
La possibilità di adattare il trattamento terapeutico in forma individualizzata consente di applicare la RPG su un gran numero di condizioni patologiche, di favorire il recupero del corretto allineamento posturale, della flessibilità muscolare, della eliminazione della sintomatologia dolorosa e ristabilire la funzione grazie alla stretta connessione esistente tra forma, struttura e funzione.

 

Chinesiterapia

La kinesiterapia è una particolare terapia manipolativa usata in fisioterapia che si prefigge la riabilitazione e la rieducazione funzionale di singoli muscoli o gruppi muscolari o dell’intero organismo.
La Chinesiterapia si divide in 2 – la Chinesiterapia passiva e la Chinesiterapia attiva -
Chinesiterapia passiva: in questo caso il terapista esercita sul paziente, che resterà passivo, tecniche particolari al fine di gestire in modo appropriato il movimento della parte del corpo da trattare.
Chinesiterapia attiva: in questo caso, invece, è lo stesso paziente che agisce in modo attivo sotto la direzione e la supervisione del terapista che gli farà eseguire gli esercizi più idonei.
Durante la seduta di Chinesiterapia attiva sarà possibile usare elastici, palloni, bastoni, tappetini, ecc per facilitare o rendere più difficoltoso il movimento a seconda dello scopo.
E’ una terapia indicata nei casi di necessità di recupero muscolare ed articolare e non ci sono controindicazioni.

 

Terapia Manuale

E’ un insieme di processi atti alla valutazione, prevenzione e trattamento di disturbi che interessano l'apparato muscolo scheletrico. Permette una valutazione funzionale globale del soggetto ed un trattamento mirato delle cause disfunzionali alla base del dolore. In questo contesto rientra l’osteopatia.

 

Linfodrenaggio

Il linfodrenaggio è uno dei metodi classici per combattere la ritenzione idrica e quindi ridurre gli inestetismi della cellulite. Attraverso la pressione viene impedito l’accumulo di elementi di scarto e il ristagno di liquidi nei vasi e viene quindi stimolata la circolazione del sangue. Proprio per questo è efficace anche per attenuare edemi e gonfiore alle gambe.

Come funziona:

Prima di intervenire sulla zona interessata, vengono massaggiate le stazioni linfatiche circostanti, in modo da essere preparate a ricevere il liquido ristagnante. Solo dopo questo drenaggio generale preparatorio, detto anche “manovra di apertura”, si interviene premendo direttamente sulla parte interessata. I liquidi ristagnanti sono quindi guidati verso la porta d’uscita lungo percorsi predeterminati e con ritmo e intensità specifiche.

I tessuti compromessi vengono così liberati e il fisico si sgonfia e si alleggerisce. Gradualmente i tessuti ricominciano a respirare, liberandosi delle tossine e dei liquidi intrappolati tra le cellule. La pelle appare più elastica e il fisico è rimodellato.
 

Medicina Estetica con Radio Frequenza

La radiofrequenza, utilizzata in passato per coagulare verruche e capillari, è un trattamento di medicina estetica che sfrutta i principio della cessione di calore, per il trattamento del rilassamento cutaneo (lassità della pelle), delle rughe e dell’acne in fase attiva.
Durante il trattamento la radiofrequenza sviluppa calore che viene trasferito alcuni millimetri sotto la pelle.
Indicazioni per la radiofrequenza
La radiofrequenza solitamente è utilizzata per:
Trattamento delle rughe.
Trattamento del rilassamento delle pelle del viso (ringiovanimento del viso):
Lassità cutanea del profilo mandibolare, Lassità cutanea sotto al mento, Lassità cutanea delle guance, Lassità cutanea delle sopracciglia
Trattamento dell'acne attiva.
Come agisce la radiofrequenza:
il calore prodotto dalla radiofrequenza, provoca la denaturazione e la contrazione delle fibre di collagene (e questo produce una effetto lifting di stiramento e compattamento della pelle), e stimola la produzione di nuovo collagene, oltre che ridurre il volume delle ghiandole sebacee.
Contrastando il rilassamento dato dal tempo, il trattamento provoca la contrazione della pelle del viso, con un effetto liftante (ringiovanimento del viso) visibile in particolare a distanza di alcuni mesi.
Rilassamento e l’invecchiamento della pelle.
Nel corso degli anni con il naturale processo di invecchiamento, il collagene che è una proteina fondamentale del tessuto connettivo della pelle, può danneggiarsi e denaturarsi, causando rughe, una pelle rilassata, cadente, atonica e poco elastica.
Ricordiamo che l'invecchiamento della pelle è un processo fisiologico, legato all'età e al patrimonio genetico e predisposizione personale, ma può essere collegato a diversi fattori che possono provocare un aumento dei radicali liberi quali:
Alimentazione scorretta, stress, inquinamento, raggi ultravioletti, alcolici e tabacco.
Descrizione del trattamento.
Il trattamento di radiofrequenza dura circa un’ora e solitamente per una sola seduta, e viene praticato presso la linea di attaccatura dei capelli e intorno all’attaccatura delle orecchie.
Il trattamento di radiofrequenza può avvenire in anestesia locale, oppure viene applicata preventivamente una pomata anestetica, e durante il trattamento la pelle viene opportunamente raffreddata in modo da ridurre al minimo i disagi per il paziente.
La ripresa delle normali attività è immediata, anche se può permanere per le prime ore un leggero arrossamento della cute.
Effetti della radiofrequenza.
Gli effetti della radiofrequenza non sono immediati, bensì sono graduali e si evidenziano con il passare dei giorni e delle settimane, arrivando a raggiungere il massimo effetto anche dopo 4 mesi dal trattamento.
Possibili complicanze.
Possibili complicanze sono rappresentate da eritema, edema, alterazioni della sensibilità.

 

Terapia del Dolore

Per algologia, detta anche terapia del dolore o medicina del dolore si intende l'approccio terapeutico e scientifico al trattamento del dolore.
Il dolore rende spesso il soggetto inabile sia da un punto di vista fisico che emotivo. Il dolore acuto relativo ad un trauma è spesso reversibile naturalmente. Il dolore cronico, invece, generalmente è causato da condizioni solitamente difficili da trattare. Talvolta i neurotrasmettitori continuano ad inviare la sensazione del dolore anche quando la causa scatenante non esiste più; per esempio un paziente a cui è stato amputato un arto può provare dolore riferito all'arto che non c'è più (sindrome dell'arto fantasma).
Il trattamento con mezzi farmacologici è composto principalmente da analgesici non oppiacei, oppiacei, antidepressivi triciclici, anticonvulsivanti, le misure non farmacologiche più utilizzate sono l'esercizio fisico e applicazione di freddo o calore.
I medici che si occupano di terapia del dolore sono storicamente gli anestesisti. La terapia del dolore negli ultimi anni, a fatica (soprattutto in Italia), tende a divenire una pratica collettiva di tutti i medici (dal medico di famiglia, al neurologo, chirurgo....), anche se nei fatti molta strada è ancora da percorrere.
Questo ritardo a volte veniva attribuito alla "cultura cattolica che vedrebbe il dolore come forma di espiazione. Pur riconoscendo che ciò possa essere accaduto presso qualche associazione religiosa (sebbene ciò contraddica la storia delle invenzioni cattoliche per soccorrere l'uomo sofferente), la posizione ufficiale della Chiesa Cattolica è desumibile in modo inequivoco da un documento di Pio XII agli anestesisti del 24 febbraio del 1957: "La soppressione del dolore e della coscienza per mezzo di narcotici (quando è richiesta da una indicazione medica) è permessa dalla religione e dalla morale al medico e al paziente".
Il 15 marzo 2010 il Parlamento italiano ha licenziato una legge in cui si afferma il diritto alla cura del dolore per ogni individuo indipendentemente dalla malattia e dall'età.
La terapia analgesica viene abitualmente applicata in vari contesti, da quello oncologico, a quello postchirurgico, traumatologico, neurologico (in particolare cefalee, nevralgie...), a contesti con minor gravità, ma altrettanto invalidanti: come l'ortopedico/reumatologico, odontoiatrico...
La terapia del dolore è spesso utilizzata soprattutto durante le ultime fasi di una malattia terminale.
Una comune credenza riguardo ai farmaci oppiacei vuole che si renda necessario:
un aumento dei dosaggi di farmaci oppiacei, la cosiddetta tolleranza e
la necessità di continuare l'assunzione del farmaco oppiaceo (la causa per cui viene assunto il farmaco, ovvero il dolore sia scomparso) per via della dipendenza fisica e psichica. Pur essendo fenomeni noti e studiati, sono, nella comune esperienza clinica, effetti che si realizzano dopo molto tempo (normalmente svariati mesi) e soprattutto con una intensità bassa. Nella pratica clinica, nei pazienti affetti da dolore, sono fenomeni comunemente trascurabili.
Qualsiasi testo di algologia riporta che la tolleranza e la dipendenza da oppiacei è molto limitata. La famosa necessità di aumentare le dosi, (nel setting della terapia del dolore con oppiacei) è un fenomeno clinicamente falso. Altrettanto difficile, anche se non impossibile, è provocare la morte per overdose con i farmaci oppiacei, nel caso di un'assunzione accidentale eccessiva. La finestra terapeutica, per lo meno negli adulti, per gli oppiacei è ben più ampia di molti farmaci usati normalmente nelle terapie (ad esempio gli antiaritmici) e i farmaci cardiocinetici.

 

Tecarterapia

La tecarterapia è una nuova forma di terapia che riattiva i naturali processi riparativi e antinfiammatori senza proiezione di energia radiante dall'esterno: i tessuti vengono sollecitati agendo dall'interno.
La tecarterapia garantisce tempi ridotti, risultati immediati e soprattutto stabili, perché basati sulla stimolazione e il rafforzamento delle intrinseche capacità riparative dei tessuti.
La tecarterapia è uno strumento di notevole efficacia nel trattamento precoce, non chirurgico di tutte le patologie osteoarticolari e muscolari acute e croniche.
L’efficacia del massaggio con la tecnologia Tecar nasce dall’integrazione di due fattori fondamentali: la tecnica manuale dell’operatore e la tecnologia che la valorizza. Il massaggio diventa più profondo e fortemente stimolante grazie alla intensa riattivazione provocata nel distretto microcircolatorio linfatico e sanguigno.
L’eliminazione del dolore è un effetto percepito dal paziente sin dalla prima seduta: facilitando e rendendo più efficaci le successive manovre riabilitative, che sono attuate su muscoli e tendini già liberati dalla cosiddetta contrattura antalgica.

I campi di applicazione.
La riabilitazione attraverso la tecarterapia è consigliata per il recupero di distorsioni, lesioni tendinee, tendiniti, borsiti, esiti di traumi ossei e legamentosi, distrazioni osteoarticolari acute e recidivanti, artralgie croniche di varia eziologia. E', inoltre, consigliata nella cura delle diverse forme di osteoporosi e nei programmi riabilitativi post chirurgici, in particolare dopo interventi di artroprotesi. 

 

Ultrasuoni

Gli ultrasuoni sono vibrazioni meccaniche impercettibili che producono effetti localizzati a carico delle strutture del corpo (ossa, muscoli, tendini, legamenti, ecc.). Il trattamento può essere effettuato per contatto diretto o per immersione della testina ultrasuoni in acqua (indicato nel caso di terapia alle piccole articolazioni di mani e piedi).

I Campi d’applicazione
La terapia con ultrasuoni è efficace nella cura delle patologie tendinee, legamentose e muscolari. Le applicazioni principali sono il recupero post-traumatico di distorsioni, gli strappi e le infiammazioni. Gli effetti terapeutici utili si riscontrano nella terapia del dolore, in traumatologia sportiva, nella riabilitazione in ortopedia e nei trattamenti anticellulite.

 

Tens

La terapia TENS si basa sull'applicazione, per mezzo di elettrodi, di correnti appropriate i cui microimpulsi eccitano solo le fibre nervose della sensibilità tattile situate sotto la pelle. Praticamente gli elettrodi vengono posti a livello della zona dolorante e coprono la maggior estensione possibile di pelle al di sopra della zona interessata.
L'elettroterapia TENS ha un effetto antalgico attraverso la stimolazione selettiva dei nervi periferici da parte di impulsi elettrici.

I campi di applicazione:
La TENS è indicata in numerose patologie come nei dolori radicolari (rachialgie, sciatalgie e cruralgie), nelle nevralgie post-erpetiche, nell'artrite reumatoide, nell'artralgie e mialgie localizzate.

 

Ionoforesi

La ionoforesi è una tecnica elettroterapica che sfrutta la corrente continua per introdurre medicamenti nella zona di dolore o di contrattura.
Il farmaco utilizzato può avere polarità negativa o positiva ed in base a questa viene posto sul catodo o sull’anodo dell’elettromedicale (l’elettrodo non viene posto a diretto contatto con la cute ma con l’interposizione di una spugnetta). Attraverso la corrente erogata il medicamento viene veicolato da un polo all’altro attraversando così la sede affetta da patologia e rilasciando lo specifico principio attivo che vi agirà con sue caratteristiche fisico-chimiche.

I campi di applicazione:
Alterazioni circolatorie periferiche, artrosi, artriti, borsiti ed affezioni post-traumatiche, tendiniti e generali infiammazioni superficiali Le indicazioni sono ovviamente legate anche al tipo di composto farmacologico utilizzato per il trattamento.